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Una Bella Storia...
giovedì 08 gennaio 2004
Vi mando “Una bella storia”.
Ogni riferimento a fatti e/o persone è puramente voluto   . Trattasi di un fatto realmente vissuto...

C’era una volta un lupetto di nome Giammy. Durante le Vacanze di Branco, con gli altri fratellini e i vecchi lupi, andò a caccia.
Era un posto bellissimo…un sentiero che correva lungo un torrente immerso nel verde. Il suo percorso era ricco di piccole rapide fra i sassi e cascate che sprizzavano energia e allegria.

Giammy giunse in prossimità di un piccolo ponte di legno sul torrente, stupito dal bellissimo paesaggio, decide di fare una foto; ma la macchina fotografica, appena estratta dalla custodia, si impiglia nella cintura e va giù: cade prima su un sasso, ruzzola su un altro e finisce la sua corsa nel torrente, in un punto dove l’acqua era profonda e distante dalla sponda. Il lupetto era inconsolabile…. Il pianto era fragoroso, la rabbia era disperata… era il più bel regalo ricevuto per la sua Prima comunione e il pensiero di doversene separare alimentava il suo pianto che gli riempiva gli occhi. La fotocamera giaceva sul letto del torrente, in un punto al riparo dalle rapide, ma impossibile da raggiungere. Passano alcuni attimi ricchi di tensione… che fare…il suo prezioso dono era fermo lì fermo in un ambiente fatale.

Il lupetto si guarda intorno con il suo pianto disperato cercando aiuto con gli occhi gonfi di lacrime; fu in quel momento che il Vecchio Lupo raggiunse con passo deciso la sponda del torrente, di fronte al punto in cui era la fotocamera e dopo una rapida valutazione del percorso migliore, entrò nel torrente saltando prima sulla cima di un sasso che spuntava dall’acqua e poi su un altro, fino ad arrivare lì dove giaceva la fotocamera del lupetto e salta giù nel torrente con l’acqua alle ginocchia. I lupetti tutti intorno lo guardavano in un silenzio ricco di tensione e ammirazione. Il Vecchio Lupo immerse un braccio e cominciò a cercare con la mano fino a quando esclamò:  “ECCOLA !” l’afferrò e la portò fuori, ma ricadde provocando uno scossone al lupetto che osservava… aveva anche smesso di piangere per la tensione del momento; il Vecchio Lupo riimmerse il forte braccio e questa volta l’afferrò con successo.

La macchinetta era piena d’acqua, si era aperta su due lati, mostrando il suo intimo contenuto… non c’era nulla da fare.
Giammy era inconsolabile, neanche le affettuose premure dei fratellini riuscivano a distogliere i suoi pensieri.

Gli si avvicinò il Vecchio Lupo e il lupetto gli si strinse piangendo fra le braccia. Approfittando di una pausa fra i singhiozzi, il Vecchio Lupo cominciò a parlargli e quando Giammy smise di piangere, concluse dicendo: “Difficilmente qualcuno potrà restituirti la tua fotocamera funzionante, ma ti consiglio di rivolgere una preghierina a Gesù Bambino affinché ti aiuti a superare il dispiacere che colma il tuo cuore. Vedrai… Lui ti aiuterà”.

Tornato in tana, il lupetto mise in pratica ciò che il Vecchio Lupo gli aveva detto: andò nell’angolo della preghiera e si aprì a Gesù Bambino. Lasciò, infine, sotto la Croce, un biglietto: “Gesù, perché mi è successa questa cosa?”.
Ciò che restava della macchina fotografica intanto era stato riposto in luogo sicuro dove, nel frattempo, si sarebbe asciugata.

Passò qualche giorno e il lupetto non aveva dimenticato  la fotocamera, tant’è che una sera la prese e andò dal Vecchio Lupo che vedendolo arrivare, capì subito le intenzioni del lupetto, ma non se la sentì di deluderlo e allora decise di assecondarlo.
Misero i cocci sul tavolo e con molta pazienza cominciarono a ricomporla.

Giammy era determinato, preciso nei movimenti con le sue piccole mani, il Vecchio Lupo ne controllava i movimenti e l’esecuzione; la speranza alimentava l’entusiasmo che cresceva sempre più, man mano che il suo prezioso ricordo riprendeva la forma originale.
Dopo circa un’ora il lavoro era ultimato. Giammy e il Vecchio Lupo si guardarono negli occhi: era giunto il momento di vedere se funzionava. Il Vecchio Lupo temeva quel momento perché era convinto che il lupetto avrebbe avuto un altro dispiacere, ma ormai il più era fatto e pensò che l’ultimo tentativo andava fatto.

Inserirono le stesse batterie che c’erano prima e richiusero il vano… Bisognava solo schiacciare il pulsante di accensione . Di fronte all’incertezza del Vecchio Lupo, Giammy allungò il dito indice e schiacciò con sicurezza il pulsante … accadde l’impossibile, la fotocamera si accese e all’unisono urlarono: “HURRA !”
La provarono insieme… tutto funzionava correttamente.

Giammy aveva vinto la sua grande battaglia grazie alla speranza che la preghierina a Gesù Bambino gli aveva dato; in lui c’era la certezza che la cosa non poteva finire senza averci provato.
Giammy e il Vecchio Lupo riuscirono poi a recuperare anche le foto che aveva scattato prima che la fotocamera cadesse in acqua.
Il lupetto ora è felice che la brutta cosa sia passata, ma ha imparato che anche quando è disperato può chiedere aiuto e sa che lassù qualcuno lo ascolta.

Da quel giorno Giammy, prima di andare a dormire, rivolge una preghierina a Gesù Bambino,  …non so cosa gli dica, ma sono sicuro che gli apre il suo cuore.

Un vecchio lupo